Da Principe a ranocchio, a Re Mida
There and back again. Il sottotitolo del romanzo di Tolkien, noto ai più con il nome “The Hobbit”, ben si adatta alla storia di Diego Milito. Andata e ritorno: c’è da chiedersi, alla fine di tutto, come valuteremo la stagione dell’attaccante nerazzurro. Amato, criticato, a lungo atteso, per molti finito eppure sempre lì, sembra ora essersi ripreso definitivamente lo scettro di Principe. Anzi di Re Mida: perché in questo momento Milito trasforma in oro ogni pallone che tocca.
Dopo l’inizio con una doppietta al Palermo, era iniziata la crisi. Una condizione fisica precaria, il perenne ballottaggio con Pazzini, alcuni gol sbagliati in modo incredibile: i fantasmi della scorsa stagione, francamente fallimentare, erano presenti nella mente di ogni tifoso. Poi, la svolta e i gol a ripetizione: finalmente sbloccatosi contro il Parma, Milito è stato decisivo nel derby e contro la Lazio. Fino alla prestazione incredibile contro il Palermo, con quattro gol dei quali 3 su azione.
Farebbero 12 gol in 17 partite di campionato: mica male per quello che era dipinto come un ex giocatore. Sarà la cabala, il caso o forse qualche divinità protettrice del pallone, ma da quando il Principe è tornato su quelle famose dichiarazioni del 22 maggio, subito dopo la finale di Champions, sembra essersi liberato di un peso. E’ ritornato l’attaccante sopraffino di un tempo, quasi si fosse preso un anno sabbatico: ora è un’arma letale nelle mani di Ranieri, e il suo compagno di reparto soffre terribilmente il confronto.
Neanche la stampa specializzata, che ha sempre, palesemente, parteggiato per Pazzini, può nascondere più l’evidenza. E l’italiano sembra particolarmente nervoso: non trova la porta, litiga con i compagni, sembra un pesce fuor d’acqua. Ha bisogno di ritrovarsi, il Pazzo, e tornare decisivo per i colori nerazzurri; ma, nel frattempo, godiamoci un Milito in grande spolvero, come non si vedeva da tanto tempo, in barba alle critiche e alle ipotesi di cessione.
Il Re Mida nerazzurro ha ancora tanto da dare alla causa, e vuole proseguire con la sua stratosferica media: 39 gol in 75 partite in Serie A con l’Inter, pazzesca se si pensa a quanto incide la scorsa stagione, caratterizzata da sole 5 reti in 23 apparizioni. Milito ha perso un anno, inutile negarlo: ora ha parecchia voglia di recuperarlo.
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