EDITORIALE – NOTTI MAGICHE
“L’Inter è Campione d’Europa…”. Parole belle, un brivido lungo la schiena, un flash all’improvviso nella mente che raffigura il capitano, alzare la coppa al cielo. Un sospiro, uno sguardo verso il cielo di oggi, quello che ha i colori diversi di due anni fa, ma che rappresenta sempre la stessa cosa. 22 maggio 2010, l’Inter torna sul tetto d’Europa, come vincitrice indiscussa di Campionato, Champions League e Coppa Italia. Due anni dopo, molte cose sono cambiate.
Essere tifosi interisti non è semplice, non lo è mai stato. Provare certe emozioni non è altrettanto facile, nemmeno per chi è abituato a farlo. Guardare la data di oggi sul calendario non può che non far pensare a dove eravamo, cosa stavamo facendo, cosa stavamo provando, in quel preciso istante. Erano anni, troppi, dal biennio ’64-’65 che i nerazzurri non riuscivano in questa impresa, portare a Milano la ” coppa dalle grandi orecchie “. Immagini troppo sbiadite, colori sfumati e protagonisti di altri tempi per i più giovani tifosi interisti venivano offerte dalla storia che sarebbe poi stata riscritta da un gruppo fantastico, quello di due stagioni fa. Eppure non era tutto qui.
Il Campionato era stato dominato in lungo e in largo, con la sola Roma a fare da outsider per una corsa scudetto messa in discussione solo dai più scettici e poi vinta nel modo più incredibile, forse anche più bello. La Coppa Italia conquistata con una straordinaria prova proprio nella capitale. Un maestro alla guida di una squadra mai sazia di vittorie. Josè Mourinho riuscì a mettere insieme esperienza e determinazione, plasmando un undici tatticamente e agonisticamente perfetto. Veder giocare l’Inter del Triplete significava apprendere calcio; riuscire a capire che una fredda notte di Kiev, poteva capovolgere una stagione; un gol agli imbattibili di Barcellona, prendere consapevolezza nei propri mezzi; saltare Van Buyten per poi depositare la palla in rete, avere la scala per salire in cima al mondo.
Quante emozioni in un solo anno, tutte di seguito, una dopo l’altra. Maggio il mese perfetto per il popolo nerazzurro, Siena, Roma e infine Madrid, città dai meravigliosi ricordi per i tifosi; Milito il condottiero ideale per una cavalcata entrata nella storia del calcio.
Sono cambiate tante cose, ma una sola rimarrà indelebile nel tempo: guardare con ammirazione il calendario, emozionarsi anche solo un secondo e ricordare una data nel cuore di tutti noi.














