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Faraoni vs la maledizione GTI


Estate 2002: l’Hombre Vertical lancia nella mischia dei vari trofei amichevoli il giovane terzino sinistro Giovanni Pasquale. Il ragazzo piace immediatamente: ottimo in fase di spinta e bravo ad arrivare al cross, tanto che i tifosi interisti sognano a occhi aperti e credono di aver trovato in casa la soluzione all’annoso problema del difensore mancino. Pura illusione, perché dopo qualche buona prova Giovannino Pasqualino (come lo chiamava Scarpini) si scioglie come neve al sole e sparisce dai radar. Salto in avanti di tre anni: Mancini sembra credere molto nel baby Andreolli, da molti dipinto come il nuovo Bergomi. Di fiducia nei suoi confronti però ce n’è pochina: giusto il tempo di farlo esordire in Champions League con il Bayern Monaco e poi viene spedito a Roma, nell’ambito dell’operazione Chivu. Gennaio 2009: l’Inter perde malamente a Bergamo e per Mourinho il colpevole numero uno è Maxwell. Così il tecnico portoghese decide di far esordire il diciannovenne Davide Santon, piccolo fenomeno della Primavera. Gli inizi sono da fantascienza: sulla corsia di sinistra il Bambino fa faville, tanto da stoppare Sua Maestà Cristiano Ronaldo. Il giocattolo anche stavolta durerà poco: Santon ora è volato Oltremanica, tra dubbi e rimpianti.

Introduzione doverosa questa, per spiegare perché nessun tifoso nerazzurro osi ancora strapparsi le vesti per Faraoni. Troppe scottature per gridare al miracolo: il famigerato “Habemus Fenomenum” rimane così nel cassetto, anche se in effetti l’impressione destata dal ventunenne laziale è forte. Grande personalità e facilità di corsa, ordinato in copertura ed efficace in fase offensiva, il numero 37 sembra già un veterano, un capitano di lungo corso che non si spaventa a cavalcare l’out di destra di San Siro, stadio tradizionalmente poco tenero con i giovani.

Sabato sera contro la Fiorentina, Faraoni ha spinto e sbuffato come un levriero, senza mai risparmiarsi e sfiorando pure il gol. La sua intesa con Maicon è sembrata naturale, come se fosse oleata da mille battaglie fianco a fianco e invece era la prima volta che giocavano insieme. Dopo una prestazione del genere, pure Capitan Zanetti si è tolto il cappello, elogiandolo pubblicamente.

“Tre indizi fanno una prova” diceva quel tale e così dopo Udinese, Cska e Fiorentina, Faraoni sembra aver convinto anche i più scettici. Ora arriva il difficile, perché svanito l’effetto sorpresa Il Fara dovrà confermarsi. Il fegato non gli manca di certo: spetta a lui il compito di sconfiggere la maledizione del “GTI”, Giovane Terzino Interista.

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Scritto da il dic 12 2011. Registrato sotto Agorà, News, News Nerazzurre, Rubriche.

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