Frey: un giovane a Milano
Nome: Sebastien FREY
Ruolo: portiere
Luogo di nascita: Thonon les Bains (Francia)
Data di nascita: 18 marzo 1980
Altezza: 189 cm
Peso: 89 kg
Livello bidone: INESPERTO
Nel mondo del calcio ci sono stati moltissimi portieri che anche da giovani si sono ritagliati un ruolo da protagonisti, non è questo però il caso di Sebastien Frey.
Frey fa il suo debutto nel mondo del calcio che conta nel 1997 quando esordisce con il Cannes, le sue prestazioni sono lodevoli e nell’arco della stagione riesce a strappare la maglia da titolare. Questa sua stagione convince l’allora osservatore dei nerazzurri Walter Zenga a portare il diciottenne portiere francese alla corte di Gigi Simoni. Ad inizio stagione Frey è l’ultimo nelle gerarchie dell’allenatore di Crevalcore, tuttavia già a gennaio diventa il secondo: davanti al portiere francese c’è Pagliuca, Frey esordisce in campionato a marzo.
Nonostante tutto nella stagione 98/99 colleziona 7 presenze; il francese purtroppo non è particolarmente assistito dalla fortuna. Ricordiamo un Venezia – Inter, finita 3-1 per i veneti: in occasione del gol di Recoba, in prestito al Venezia quella stagione, il pallone calciato dal Chino si stampa sulla traversa, rimbalza addosso alla schiena del portierino nerazzurro e rotola in rete.
La stagione successiva Frey finisce in prestito al Verona per riuscire a fare esperienza, dove con il suo contributo aiuta la squadra a raggiungere la salvezza.
Convinti che il portiere transalpino sia pronto per una grande squadra, i nerazzurri lo riportano alla base, ma la partenza non promette niente di buono: l’Inter fallisce la qualificazione alla Champions League e perde la Supercoppa italiana. La stagione non è entusiasmante e le prestazioni del portiere sono altalenanti, la strada europea dei nerazzurri si interrompe agli ottavi di Coppa Uefa contro un Deportivo Alaves vincitore della gara di ritorno a San Siro. Frey si oppone a qualche conclusione insidiosa nel primo tempo, ma la squadra è in bambola e il 3-3 dell’andata è da sommarsi al 2-0 per gli spagnoli al ritorno. Anche l’avventura in campionato non si conclude nel migliore dei modi: a maggio si gioca il derby di Milano e per molti anni le due tifoserie non lo dimenticheranno. Il risultato finale è un impietoso 0-6 che vede l’Inter sprofondare in classifica, mentre il portiere francese a fine partita si lamenta della qualità della squadra. Alla fine di un’annata da quinto posto il transalpino viene venduto al Parma, che precede l’Inter in classifica; Frey si sente all’altezza di una squadra che deve giocare la Champions e non altre coppe europee.
Si conclude quindi dopo poco più di una stagione l’avventura del francese in nerazzurro, che non verrà ricordato per grandissime prestazioni, mentre la sua cessione è lo specchio di una stagione non troppo convincente. Con il tempo, ha trovato – altrove – una certa continuità di rendimento; ma si sa, la piazza di Milano richiede un livello superiore e il giovane Frey non è riuscito a soddisfare le esigenze di una squadra importante come l’Inter. Dopo il francese hanno vestito la maglia nerazzurra Toldo e Julio Cesar, portieri che hanno cancellato le opache prestazioni dell’inesperto “Galletto”.
Lo stesso Zenga ha ammesso: “Quando ero osservatore dell’Inter andai io a visionarlo a Cannes e dissi ai dirigenti di prenderlo perché ero convinto che fosse un grandissimo portiere come infatti poi si è rivelato anche se all’Inter impattò in una stagione sfortunata”.
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