I saluti di Crespo: “È un arrivederci”
La notizia è della settimana scorsa: Hernan Crespo lascia l’Italia ed il calcio italiano. Per il momento perlomeno, perché prima o poi tornerà, anche se non direttamente sul terreno di gioco, dove siamo stati abituati a vederlo in questi 16 anni di carriera.
Uno come lui è difficile, se non impossibile, dimenticarlo. Un grande attaccante, dai piedi buoni e dal carattere ancora migliore: lui in campo dava sempre tutto quello che aveva in corpo, spesso anche di più. Al calcio italiano ed all’Italia in generale ha dato tanto, ma anche l’Italia gli ha fatto dei grossi regali: “Prima di tutto mia moglie e i miei figli, direi che ho già detto tutto”. Un’accoglienza inaspettata quella che gli italiani hanno riservato all’argentino: “Quando vivevo in Argentina non avrei mai pensato che sarei diventato italiano, nello stile, nel modo di mangiare e vestire”. Un sentimento profondo quello dell’attaccante: “L’Italia e il mio paese d’origine sono simili per tanti fattori, ma molto diversi in altri. Le radici non cambiano ma ormai l’Italia è dentro di me“.
Crespo non ha ancora deciso dove andrà a giocare nei prossimi mesi, anche se pare probabile finisca in India: “Si è vero, ho ricevuto un’offerta dalla Federazione indiana per giocare due mesi nel loro campionato e prestare la mia immagine alla crescita del calcio indiano”. Non un’esperienza di elevata caratura tecnica, ovviamente, ma i motivi che spingerebbero l’argentino ad Est sono altri: “Il fascino di un’esperienza del genere mi incuriosisce non poco”. India dunque, ma non solo, tra le tante pretendenti: “Ancora non ho deciso nulla, mi sono arrivate anche offerte dal Qatar, dagli Usa e dalla Cina. Valuterò tutto con calma perchè il mio obiettivo principale è ancora quello di divertirmi”. Crespo ci tiene a sottolineare un aspetto da non sottovalutare: “Potrei ancora giocare ad alti livelli perchè le offerte non mancano ma ho promesso alla gente di Parma che avrei chiuso la mia carriera in Italia con questa maglia e così sarà“. Ad ulteriore conferma della grande persona che lui è.
Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Hernan ha le idee chiare: “Sicuramente resterò nell’ambiente. Prenderò il patentino da allenatore, poi si vedrà. Ancora è presto per decidere, mi sento ancora un calciatore”. Nessun progetto preciso insomma, ma di una cosa è assolutamente sicuro: “Quel che è certo è che dopo trent’anni sul campo non posso e non voglio abbandonare questo gioco e questo sport, il calcio è la mia vita“.
Come è normale che sia, quando gli si chiede quale sia stata la sua più grande soddisfazione, risponde: “Al primo posto c’è sicuramente la vittoria della Libertadores con il River a 20 anni. Io sono cresciuto lì, ho fatto la trafila delle giovanili e appena arrivato in prima squadra abbiamo vinto tutto. Ho segnato una doppietta nella finale della Libertadores giocata a Buenos Aires, un momento storico che non si può descrivere. Per fare un esempio è come se Totti avesse vinto la Champions League a 20 anni con la Roma, a Roma, segnando una doppietta in finale”. Tuttavia anche all’Inter il giocatore ha vissuto molte stagioni da protagonista, tra alti e bassi, come è normale che sia. È proprio legato a questo periodo la seconda gioia calcistica più grande di Crespo: “Poi c’è il primo scudetto dell’Inter, festeggiato sul campo con il presidente Moratti. Indimenticabile”. Come dargli torto.
Quando gli si chiede quale sia la rete migliore che abbia mai realizzato, Crespo ribatte: “A questa domanda non devo rispondere io ma i tifosi”. Quel che è certo è che c’è l’imbarazzo della scelta: “Ne ho fatti tanti, ognuno con un valore diverso. Posso dire di aver segnato in tutte le competizioni alle quali ho partecipato, dalla Serie A alla coppa America passando per la finale di Champions League e quella della Libertadores, dalla coppa Italia alla FA Cup“. Eppure nonostante Crespo abbia vinto molto, gli manca un trofeo importante con la maglia della Nazionale argentina. Nessuna recriminazione comunque: “I rimpianti si hanno quando ti aspetti qualcosa e non lo ottieni. Per me è stato un grande onore vestire la maglia della Nazionale e diventare il secondo cannoniere di sempre della sua storia. Il resto sono situazioni, episodi fatti di fortune e sfortune”. Certo, perché le occasioni non sono assolutamente mancate: “Siamo arrivati in finale di coppa America, in finale delle Olimpiadi. Nel 2006 abbiamo subito il gol di Klose nel finale altrimenti ci saremmo giocati la partita contro l’Italia e chissà come sarebbe andata…“.
La conclusione è d’obbligo, Crespo ci tiene a ribadire il suo amore per l’Italia ed in particolare per Parma, nella quale prima o poi ritornerà: “Io non tornerò a Parma, io resto a Parma. Qui c’è la mia casa, la mia vita e la mia gente. Naturalmente mi concederò qualche giro, per salutare i vecchi compagni e curiosare nel mondo del calcio. Ma alla fine tornerò sempre a casa“.
Non ci resta che augurare il meglio a questo grande campione, che tanto ci ha dato negli anni passati. Chissà che prima o poi non torni a far parte in qualche modo della squadra nerazzurra. C’è sempre bisogno di grandi uomini, prima ancora che di persone capaci.
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