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Il Punto sul Mercato – El Rey Leon

Torna, con il calciomercato di nuovo in letargo, la rubrica de ‘I Consigli per gli Acquisti’. Oggi ci occuperemo di un centravanti che in Spagna chiamano El Rey Leon, il Re Leone. Si tratta di Fernando Llorente, trascinatore assoluto dell’Athletic Club Bilbao.

Nome: Fernando Llorente Torres
Ruolo: punta
Classe: 1985
Nazionalità: spagnola
Squadra di appartenenza: Athletic Bilbao
Valutazione (Transfermarkt.it): 20 milioni di €

Gianni Brera li chiamava goleador. E mai termine fu più adatto per uno come Fernando Llorente Torres.
Lui, nato a Pamplona, la patria dei Sanfermines, giorni di festa in onore di San Firmino. La città spagnola dove, tanto per intenderci, ogni anno a luglio si tiene quella che noi chiamiamo ignorantemente “corsa dei tori”. 800 metri di folle baldoria davanti a tori impazziti che vagano per le vie di Pamplona.
Centinaia di persone ad improvvisarsi “toreador“. Sì, toreador, il termine che ha ispirato Brera e lo ha spinto a dar vita ad uno dei neologismi più radicati nel linguaggio calcistico dei nostri giorni. A metà tra “goal” e “toreador“: così è nato il termine goleador.
E goleador è ciò che, in una parola, rappresenta alla perfezione il talento calcistico di Fernando Llorente Torres. Lui, campione del mondo quasi invisibile, con appena poco più di mezz’ora giocata in Sudafrica. Lui, chiuso in nazionale da due fenomeni come Villa e Torres, ancora fedele all’orgoglio basco di casa Athletic, società che lo ha prelevato a 11 anni e che ancora lo vede gioire sotto gli spalti del San Mames. Lui che, coincidenze della vita, racchiude nel nome quello del suo “rivale” nelle file dei campioni del mondo.

Dicono che somigli al miglior Toni, solo che è più veloce. Dice, lui, di non voler lasciare l’Athletic. Di sicuro, se lo farà, se ne andrà all’estero piuttosto che al Real o al Barcellona.
Sia con i blancos che con i blaugrana, infatti, la squadra di Bilbao vede scorrere una rivalità storica, che il fedelissimo Llorente non può certo mettersi a tradire in un amen. I motivi forse, oltre che calcistici (8 i campionati spagnoli vinti dal Bilbao, che spesso si è ritrovato a duellare con le due grandi del calcio spagnolo), sono conseguenza anche dei sentimenti indipendentistici dei Paesi Baschi.
Insomma, probabile che Llorente, almeno in questo, segua le orme del più noto Torres, che dopo l’Atletico Madrid ha scelto di migrare in Premier.

È dal 1996, da quando aveva appena 11 anni, che Fernando veste la casacca dei Rojiblancos. Un amore inframezzato solamente da alcune esperienze in prestito a club di serie inferiori.
L’esordio in prima squadra avviene nel gennaio 2005, i primi gol (tripletta) nel 6-0 di Coppa del  Re con il Lanzarote.
Dopo due stagioni nelle quali riesce a ritagliarsi un discreto spazio nell’attacco biancorosso ma non porta a casa più di 2-3 marcature stagionali, nel 2007/08 finalmente viene fuori il vero Llorente: 11 gol in 35 gare, fra i quali spiccano le due doppiette al Valencia.
Il trend continua l’andamento positivo ed anzi registra una sterzata verso l’alto nella stagione successiva: i gol in Liga diventano 13, poi 14 nel 2009/10.
Nelle ultime due stagioni, complice il titolo di Campione del Mondo, ha spiccato il volo dall’alto dei suoi 195 centimetri. 18 reti lo scorso anno, 12 quelle realizzate fino a questo punto della stagione. Solo pochi giorni fa, il 31 gennaio, ha segnato la rete n. 100 con l’Athletic Bilbao nella sfida di Coppa del Re al Mirandes dei miracoli.

Llorente è una punta possente, capace di sorreggere l’attacco da solo o in compagnia. Se si sceglie di puntare su di lui, ci deve essere intorno un’adeguata struttura che ne possa esaltare le caratteristiche. Servono uomini di fascia, capaci di fabbricare cross a quantità industriale. Quello che l’Inter di oggi non ha.
Anche per questo, vedere Llorente in nerazzurro è un qualcosa di ancora lontano, nel tempo e nelle possibilità. E non solo, perché c’è chi sostiene che Fernando mai lascerà la tanto amata patria basca.
L’Athletic, d’altronde, è una specie di universo parallelo: tessera solamente giocatori di origine basca o in alternativa stranieri cresciuti nell’ambiente. La cantera biancorossa, perenne costruttrice di talenti puri, e l’orgoglio tipico di quelle terre hanno fatto sì che il Bilbao sia uno dei tre club spagnoli mai retrocessi in Segunda Division.

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Scritto da il feb 7 2012. Registrato sotto News, Punto Mercato, Rubriche.

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