La ‘Giovine’ Inter – Speciale Next Generation Series
E’ successo tutto così in fretta: semifinale e finale nel giro di pochi giorni, la vittoria del titolo, la promozione di Andrea Stramaccioni ad allenatore della prima squadra, la nomina di Bernazzani quale nuovo tecnico della Primavera. E’ tempo di fermarsi un secondo, ripercorrere le tappe dell’avventura europea dei nerazzurri e ripartire, con quello che vuole essere un omaggio a Strama: per quello che ha dato ai ragazzi, per il modo in cui ha saputo farli crescere, per tutto ciò che ancora darà all’Inter. Mettetevi comodi, perché il colpo di scena è dietro l’angolo.
Dopo l’esordio nelle Next Generation Series nessuno si sarebbe aspettato una vittoria della competizione da parte dell’Inter: non poteva esserci match inaugurale più disastroso per la nuova Primavera targata Stramaccioni. E’ un ritornello che stiamo ascoltando spesso, quello del 7-1 patito dal Tottenham, un risultato che spesso si tira fuori per sminuire la portata dell’impresa nerazzurra. Altrettanto volutamente si omette il fatto che per i nerazzurri si trattava della prima partita stagionale, mentre gli inglesi avevano iniziato a lavorare un mese prima. Fu comunque una batosta ed è proprio dopo questo match che si è compiuto il miracolo di Stramaccioni: qualunque altra squadra si sarebbe sciolta come neve al sole, i nerazzurri invece hanno trovato la forza per ripartire e diventare un gruppo vero.
Dopo appena 15 giorni, infatti, i ragazzi della Primavera vincono una partita particolarmente emozionante contro gli olandesi del PSV: in vantaggio per 2-0 all’intervallo, i nerazzurri si fanno raggiungere al 93′ a causa di uno svarione del portiere Melgrati, ma un minuto dopo Samuele Longo regala a Stramaccioni la sua prima vittoria in Europa. Da quel momento i nerazzurri ritrovano una grande solidità difensiva – non a caso vantano la miglior difesa del campionato – e regolano per 1-0 il Basilea grazie a un lampo di Vojtus, poi arriva il momento della rivincita contro il Tottenham.
Una gara dominata in lungo e in largo, caratterizzata dalla voglia dei ragazzi di vendicare la sanguinosa sconfitta dell’andata: nonostante tutto finisce 1-1, un risultato che non rende assolutamente giustizia alla partita disputata dalla Primavera interista. I ragazzi di Stramaccioni cominciano a far intravedere le loro potenzialità, dimostrando di potersela giocare contro chiunque. Con la vittoria per 2-1 in terra olandese, che sancisce la qualificazione alle fasi finali, termina di fatto il girone: grazie all’affermazione sul PSV firmata Bessa e Longo i nerazzurri non hanno bisogno di disputare l’ultimo match contro il Basilea, che viene cancellato.
Ad attendere l’Inter nei quarti c’è lo Sporting Lisbona, dato per favorito per l’accesso alla finale. Ma i nerazzurri sfoderano una prestazione di straordinaria intelligenza tattica, passano in vantaggio con M’Baye e tornano dal Portogallo con la qualificazione in tasca, lasciando i padroni di casa nello sconforto. Il resto è storia di questi giorni: prima l’Olympique Marsiglia, in una partita che non è mai stata in discussione, poi la finale contro l’Ajax.
Con i francesi l’Inter ha fatto capire quanto sia maturata negli ultimi mesi: sicura, consapevole dei propri mezzi, padrona del campo. Passata in vantaggio al primo minuto grazie a una sassata di Crisetig, la Primavera nerazzurra ha controllato il match e ha poi fissato il risultato sul 2-0 con Longo, ben imbeccato da Bessa. In finale i nerazzurri hanno sofferto tantissimo, contro una squadra forte, con alcuni elementi di spicco, come Klaassen e Denswil, destinati a fare strada nel calcio che conta. Ma è stata l’Inter a passare in vantaggio con Longo, che ha insaccato dopo un pazzesco assist di Bessa: gli olandesi hanno pareggiato, poi hanno cominciato a premere, soprattutto dopo l’espulsione di M’Baye. Ai supplementari i nerazzurri hanno collezionato occasioni da rete nonostante l’inferiorità numerica e avrebbero forse meritato la vittoria: poco male, il trionfo è arrivato ai rigori e in campo è esplosa la gioia di tutti i ragazzi, del mister, della dirigenza interista.
Un trionfo, di quelli da ricordare; una vittoria, il modo migliore per lasciare. Per salire un altro gradino, per conquistare il cuore dei tifosi: Stramaccioni è chiamato a un compito non semplice, ma che onorerà con il solito entusiasmo, la straordinaria competenza, la sua simpaticissima spontaneità. In bocca al lupo, mister.














