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La Vignetta Tattica di Cagliari-Inter

Pareggio che lascia l’amaro in bocca, quello di Trieste, tra Cagliari e Inter.
Prime critiche all’operato di Stramaccioni. Ovviamente non poteva, non può e non potrà fare miracoli con questa rosa, ma alcune scelte odierne lasciano perplessi.

LE SCELTE DEGLI ALLENATORI – Sulla scia della bella prova offensiva di domenica scorsa contro il Genoa, Stramaccioni ripropone il 4-3-3 con Castellazzi e Ranocchia al posto di Julio Cesar e Lucio, e con Zanetti spostato sulla corsia di destra in sostituzione dello squalificato Maicon.
Significativa variante tattica in attacco: inversione di posizioni tra Zarate (spostato sulla sinistra) e Forlan (dirottato a destra).
Prima da titolare per Guarin, schierato da interno destro.

Ficcadenti risponde con un prudente 4-3-1-2, con Cossu a fare da collante tra il centrocampo e la coppia di attaccanti Pinilla-Thiago Ribeiro.

DURANTE IL MATCH – Male il centrocampo dell’Inter. Cambiasso e Stankovic non riescono ad arginare a dovere l’imprevedibile Cossu ed il vivace Nainggolan.
Il serbo ricorre anche al fallo (ammonito giustamente in una delle circostanze) per arginare il contropiede e le ripartenze degli uomini di Ficcadenti.

Guarin si impegna ma è ancora poco lucido.

La spinta dei terzini è affidata al solo instancabile Zanetti, l’unico capace di saltare l’uomo e tentare il cross dal fondo. Chivu impalpabile.

Assist vincenti a parte, pessima prova per Zarate e Forlan (complice, forse, anche il cambio di posizione rispetto a domenica scorsa).
L’argentino è la brutta copia del pimpante Maurito visto a San Siro contro il Genoa: si intestardisce troppo nell’uno contro uno e finisce molto spesso per perdere palla e fermare sul più bello le azioni nerazzurre; l’ex centravanti dell’Atletico Madrid, invece, riesce nell’impresa di perdere qualsiasi palla gli capiti tra i piedi, sbagliando anche gli appoggi più semplici. Praticamente non fa nulla di quello che dovrebbe fare una vera e propria ala destra. E’ vero che non è il suo ruolo naturale, però avrebbe le qualità per fare di più.

In fase difensiva, l’Inter tiene bene sugli esterni (Pisano e Agostini mai pericolosi nel primo tempo) ma soffre al centro, complice anche la poca copertura offerta dal centrocampo.
Sicuro Samuel, in difficoltà Ranocchia.
Tra i rossoblu crea qualche apprensione il solo Pinilla. Thiago Ribeiro è evanescente.

VARIAZIONI SUL TEMA – Al 56′ il primo cambio di Stramaccioni: Poli per Guarin, ma è una sostituzione che non muta l’assetto tattico della squadra. Il colombiano non ha ancora i 90 minuti nelle gambe.

Nonostante l’espulsione di Pinilla a mezz’ora dalla fine, Ficcadenti non cambia uomini né assetto tattico (dal 4-3-1-2 si passa forzatamente 4-3-1-1) ma il baricentro dei rossoblu inevitabilmente si abbassa.
Al 70′ il tecnico marchigiano inserisce Ibarbo per Thiago Ribeiro, per sfruttare la velocità della giovane e scattante punta colombiana. Chivu e Ranocchia lo soffrono in un paio di circostanze.

Stramaccioni non cambia modulo neanche con l’ingresso in campo di Pazzini per Forlan. L’attaccante italiano viene schierato da punta centrale con Milito spostato sulla destra.

Nel finale dentro Obi per Stankovic, Perico per Ekdal e Nené per Cossu, ma a quel punto la partita, a livello tattico, non ha praticamente più nulla da dire.

ANALISI DEI GOAL – Poteva fare qualcosa in più Ranocchia in occasione del primo goal del Cagliari sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma è comunque bravissimo Astori, con una sforbiciata spalle alla porta, a mettere la palla sotto l’incrocio dei pali.

Immediato pareggio dell’Inter grazie ad un ottimo spunto di Zarate sulla sinistra che attira su di se mezza difesa rossoblu e, con un preciso filtrante, serve Milito (partito in posizione regolare sul filo del fuorigioco) che insacca da solo davanti ad Agazzi.

Dormita colossale della difesa nerazzurra in occasione del raddoppio del Cagliari: sulla corsia sinistra nerazzurra, troppo spazio lasciato a Daniele Conti per il preciso cross in mezzo che serve Pinilla, lasciato colpevolmente solo da Zanetti, Samuel e Ranocchia, il quale insacca indisturbato di testa. Castellazzi poteva forse fare qualcosa in più.

Simile al primo, anche il secondo goal dell’Inter: cross di Forlan dalla destra (per l’uruguayano unica giocata positiva in un pomeriggio da dimenticare n.d.r.) che serve Cambiasso, partito sul filo del fuorigioco. Dopo un controllo abbastanza fortunoso, l’argentino supera Agazzi con un tiro non irresistibile.

PER IL FUTURO – E’ evidente che la squadra soffra troppo la contemporanea presenza di Cambiasso e Stankovic al centro. Ci vorrebbe più freschezza.
Chivu sulla sinistra è ormai impresentabile, ma quasi sicuramente non farà più parte del futuro dell’Inter (contratto in scadenza il 30 giugno 2012).

Ci aspettavamo qualcosa in più da Stramaccioni. Bisognava attaccare maggiormente sugli esterni anche e soprattutto in virtù della superiorità numerica.
Negli ultimi 15-20 minuti, ad esempio, sarebbe stato opportuno un passaggio al 4-2-3-1 con magari l’ingresso di Nagatomo come esterno offensivo.

Con l’imminente ritorno di Sneijder, il 4-3-3 è improponibile (soprattutto se Forlan e Zarate dovessero ripetere la mediocre prestazione odierna).

Scritto da il apr 7 2012 . Registrato sotto La vignetta, News, Serie A .

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