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La Vignetta Tattica di Inter-Palermo

Una grande prestazione in attacco, una difesa in bambola. Il 4-4 contro il Palermo ha rivelato le due facce dell’Inter, una netta inversione di tendenza rispetto alla sterilità offensiva e alla solidità difensiva viste finora. In mezzo, i soliti cambi discutibili di Ranieri, che sta gradualmente perdendo il controllo della squadra e la capacità di leggere la partita.

LE SCELTE DEGLI ALLENATORI – L’Inter post mercato ha ribadito il 4-3-1-2 visto contro il Lecce, cambiando alcuni degli interpreti. In difesa un Samuel non al meglio è stato rilevato da Ranocchia, mentre Poli ha finalmente avuto una chance da titolare, di fianco a Cambiasso e Zanetti. In avanti tutto invariato, con Sneijder dietro Pazzini e Milito.

Il Palermo di Mutti è sceso in campo con un 4-3-1-2 pronto a trasformarsi in un 3-5-2. In difesa Munoz è stato schierato da esterno destro, mentre un centrocampo molto muscolare, con Barreto, Donati e Bertolo, ha permesso a Zahavi di mettere la sua fantasia al servizio di Miccoli e Budan.

DURANTE IL MATCH – I siciliani sono partiti forte e l’Inter ha dimostrato di soffrire i tagli degli attaccanti rosanero. Ranieri alle prime avvisaglie di difficoltà ha subito rinnegato le sue scelte, variando il modulo in un 4-4-2 in linea: ennesima dimostrazione della poca convinzione del mister nello schieramento con il trequartista. Sneijder è andato a fare l’esterno di centrocampo, con Zanetti che è scalato a destra. Nonostante le pessime condizioni climatiche, l’Inter ha saputo proporre gioco, con una buona spinta dei terzini e l’ottima prova di Poli in mezzo al campo.

VARIAZIONI SUL TEMA – Dopo il gol del momentaneo vantaggio nerazzurro del 3 a 2, Mutti è corso ai ripari inserendo Ilicic per Zahavi e Pisano per Munoz: nessuna variazione tattica di rilievo, se non il fatto che il terzino italiano ha assicurato maggiore spinta sulla fascia. Al 65′ Ranieri ha operato il primo cambio, inserendo Palombo per lo stremato Poli; poi, dopo il momentaneo pareggio di Miccoli, ha mandato in campo Obi per Sneijder, complice un infortunio dell’olandese.

Alla disperata ricerca del gol del pareggio, Mutti si è giocato la carta Vazquez; ma quando l’Inter sembrava poter portare a casa il risultato, l’ennesimo lancio in profondità ha colto ancora una volta impreparata la difesa di Ranieri. I nerazzurri hanno sofferto terribilmente sulla fascia destra: da lì sono nati i tre gol di Miccoli, due dei quali presentano somiglianze inquietanti. Ranieri ha provato Zarate al posto di Milito negli ultimi minuti, con risultati pari a zero.

L’ANALISI DEi GOL – Il vantaggio palermitano, siglato da Mantovani, è arrivato sugli sviluppi di un calcio da fermo: male Pazzini nello stacco, ancora peggio Maicon in copertura. Il brasiliano si è rifatto in occasione del pareggio: un bel cross il suo, ma è evidente l’errore di Silvestre che regala palla a Milito. Il nuovo vantaggio rosanero è frutto di un passaggio in profondità per Miccoli e della pessima copertura di Ranocchia, in difficoltà contro la velocità dell’attaccante. Ha rimediato nuovamente Milito, su rigore, procurato da Nagatomo con una bella incursione sulla sinistra.

L’Inter è poi passata in vantaggio ancora grazie al Principe, dopo una palla recuperata da Cambiasso; il pareggio è arrivato con Miccoli, di testa, grazie a un cross teso di Balzaretti dalla sinistra. Nell’occasione, Nagatomo è stato ingenuo nel farsi anticipare dall’avversario. Ancora vantaggio nerazzurro, con un’azione iniziata da Palombo, che ha servito Zanetti in profondità: palla in mezzo, Pazzini cicca la conclusione, ma irrompe Milito che insacca. Il pareggio definitivo è la fotocopia del secondo gol palermitano: ancora una palla in profondità per Miccoli, con Lucio a ripetere l’errore di Ranocchia.

PER IL FUTURO – Troppo precipitoso Ranieri, il 4-3-1-2, se gestito con una difesa meno alta e centrocampisti più bassi, avrebbe potuto fornire una gestione migliore della gara. Non aver portato a casa i 3 punti con un Milito così ispirato è un autentico delitto: il tecnico nerazzurro dovrà schiodarsi dai suoi dogmi, ammettere le sue colpe e cominciare a far quadrare il cerchio. In due partite sono stati persi cinque punti sanguinosi.

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Scritto da il feb 2 2012. Registrato sotto News, Rubriche, Vignetta Tattica.

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