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La vignetta tattica di Inter-Siena

 

Un’Inter combattiva e agguerrita, come poche volte si era vista quest’anno, riesce a conquistare i tre punti contro un Siena come sempre ben messo in campo. Finisce con un meritatissimo 2 a 1, ma la vittoria sarebbe potuta essere anche più larga senza gli svariati errori sotto porta.

LE SCELTE DEGLI ALLENATORI – Mister Stramaccioni conferma l’ormai solito modulo con il tridente, ma al posto di un Forlan poco convincente c’è il rientrante Ricky Alvarez. A centrocampo spazio per la prima volta ad Obi dal primo minuto. Difesa confermata.

Sannino scende in campo con il solito 4-4-2 stretto e compatto, ma dalla trasferta di Bergamo cambiano addirittura sette undicesimi. D’Agostino si piazza alle spalle dell’unica punta Mattia Destro, mentre sulla fascia destra Mannini viene preferito a Giorgi.

DURANTE IL MATCH – Pronti via ed un pallone perso da Samuel porta subito al vantaggio ospite; ma l’Inter non si abbatte e inizia a macinare gioco ed occasioni. I nerazzurri sono volitivi, Zarate ed Alvarez sono sempre nel vivo dell’azione anche se con qualche imprecisione; i pericoli maggiori arrivano però dalle incursioni di Obi e Cambiasso. Con un po’ di fortuna sulla sirena del primo tempo arriva il pareggio: Milito sugli sviluppi di un calcio d’angolo batte Pegolo.

VARIAZIONE SUL TEMA – Stramaccioni deve effettuare due cambi obbligati dagli infortuni di Samuel ed Obi, quindi l’unica sostituzione davvero voluta è quella di Pazzini per Alvarez: seppur senza meriti apparenti, l’attaccante toscano mette più pressione alla difesa bianconera e permette ai centrocampisti di inserirsi con maggiore libertà: è proprio da una cavalcata di Nagatomo che nasce il rigore decisivo.

Il Siena nel secondo tempo gioca un match ancora più accorto, nonostante Sannino inserisca una seconda punta come Pablo Gonzales. E’ tutto merito dell’Inter, che riesce a ridurre al minimo le ripartenze degli avversari grazie ad una pressione costante.

ANALISI DEI GOL – Il vantaggio del Siena arriva in un modo del tutto inaspettato: Walter Samuel scivola con il pallone tra i piedi, D’Agostino ne approfitta e lancia Destro; ne nasce un tiro al bersaglio, con Julio Cesar che compie due miracoli ma non può nulla sulla terza conclusione proprio del centrocampista siciliano che aveva fatto partire l’azione. Il pareggio nasce dagli sviluppi di un calcio d’angolo, con Milito abile a sfruttare un errore di Pesoli in disimpegno e di testa mettere la palla dove il portiere non può arrivare. Il vantaggio nerazzurro nel secondo tempo è su rigore, conquistato da Nagatomo: il giapponese con caparbietà supera Mannini ed entra in area, il senese lo abbatte senza tanti complimenti; il Principe tira forte e centrale, spiazzando Pegolo.

PER IL FUTURO – Se il versante sinistro del tridente pare essere intoccabile, con uno Zarate rinato, sull’altra fascia ci sono dei problemi di scelta: crediamo che il mister, con il rientro di Sneijder, passerà al 4-2-3-1 affidando il lato destro ad un uomo di corsa più che di fantasia; Zanetti e Nagatomo i maggiori indiziati. Ad Udine si dovrà anche fare a meno di Samuel per squalifica, ed è probabile lo spostamento di Chivu accanto a Lucio: in questo momento il romeno dà più garanzie di Andrea Ranocchia.

Scritto da il apr 12 2012 . Registrato sotto News, Vignetta Tattica .

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