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L’Inter è ancora molle, la salva il Pazzo: 2-2

Nel caldo torrido dello Stade de Genève, le gambe nerazzurre dimostrano di essere ancora in fase di rodaggio. Dopo un primo tempo decisamente sottotono, ma comunque comandato dall’Inter, l’Olympiacos passa due volte nella ripresa nonostante l’inferiorità numerica. L’Inter, ferita nell’orgoglio, non ci sta e nei 15′ finali riacciuffa il pari grazie alla doppietta di Pazzini, che nel finale manca clamorosamente la palla del sorpasso.
Gasperini
opta inizialmente per il consueto 3-4-3. In difesa c’è capitan Zanetti, a centrocampo Obi e Jonathan partono dalla fascia, mentre ad affiancare il Principe Milito ci pensano i nuovi Alvarez e Castaignos.
Ernesto Valverde sceglie invece un 4-2-3-1 alla Mourinho per imbrigliare l’Inter. Occhi puntati su Fetfatzidis, il “Messi di Grecia”, come lo definiscono i giornalisti ellenici.

PRIMO TEMPO. I nerazzurri partono propositivi ma la manovra è ancora troppo lenta per poter impensierire l’Olympiacos. Il primo brivido, comunque, passa sulla schiena dei biancorossi: Milito libera Alvarez a tu per tu con Costanzo, ma Ricky Maravilla si fa anticipare.
Le occasioni faticano a fioccare, c’è il tipico clima da partitella amichevole. Se solo non fosse per l’impeto di agonismo che coinvolge entrambe le squadre: Samuel e Modesto si beccano un giallo, Mellberg (28′) viene addirittura cacciato per doppia ammonizione!
E l’Inter, nonostante la superiorità numerica, continua ad arrancare in fase offensiva, mostrando una determinazione ancora insufficiente. Come quando Castaignos, liberato in area dal solito Milito, sbaglia il controllo e perde l’attimo per colpire. La prima vera palla gol arriva al minuto 36: Chivu cerca Motta in proiezione offensiva, l’italo-brasiliano fa un velo geniale che libera Alvarez ancora una volta a tu per tu con Costanzo. Ma Ricky sbaglia, stavolta mandando a lato. L’ex Velez è apparso anche questo pomeriggio in ritardo di condizione, forse anche per la posizione in campo rimediatagli dal Gasp, di certo a lui non congeniale. Già buona, comunque, l’intesa con un altro nuovo acquisto, Jonathan, con il quale ha spesso cercato il fraseggio sulla fascia destra.
SECONDO TEMPO. Nella ripresa, Gasperini cambia uomini e modulo: fuori Jonathan e Alvarez, dentro Pandev e Pazzini. Adesso l’Inter gioca secondo un 4-4-2 che in fase offensiva presto muta a 4-2-4. Davanti c’è la quasi inedita coppia Pazzini-Milito, a supportarli ecco Castaignos e Pandev, esterni di centrocampo votati all’attacco.
Ma l’esperimento non funziona: 2′ e l’Olympiacos sblocca il risultato. Yeste pennella una punizione dalla sinistra: sul primo palo c’è Fejsa che anticipa tutti. Decisamente da rivedere la difesa nerazzurra, che rimane immobile.
La reazione interista si esaurisce in una botta da fuori di Chivu: alta. In realtà l’Inter trova anche il pari, ma il gioco è già fermo per fuorigioco (inesistente) quando Pandev scarica alle spalle di Costanzo.
La girandola di cambi continua: escono Castaignos e Samuel, entrano Santon e Ranocchia. Ma l’Inter non si sveglia. Anzi, subisce il raddoppio dei greci. Pantelic scatta sulla destra e mette in mezzo, Ranocchia respinge al limite dell’area. Modesto, ex di Modena e Cagliari, raccoglie e sorprende JC.
Il Gasp, allora, cambia di nuovo: dentro Faraoni per Chivu, si ritorna al 3-4-3. La reazione è repentina e passa per la vitalità delle gambe del nuovo entrato, che vede il Pazzo proporsi sul primo palo e lo serve. Il bomber di Pescia ringrazia e buca Costanzo: 1-2.
Due minuti dopo, lo stesso Pazzini mette di fatto fuori causa Milito, cercato da Pandev con un cross pregevole. Ma l’Inter c’è e adesso a tratti assedia gli ateniesi, forte anche della superiorità numerica. Al termine di una costante pressione offensiva, arriva il tanto atteso pari: angolo di Faraoni, flipper in area di rigore e palla che finisce al Pazzo, di nuovo. Rete! E’ 2-2.
Spinta dall’entusiasmo dei circa 8.000 tifosi nerazzurri, la squadra campione del Mondo cerca insistentemente il sorpasso nel recupero.
E lo sfiora, in maniera clamorosa, ancora con Pazzini, che da due passi, su cross dalla destra del solito Faraoni, mette a lato.

Finisce così una gara che ha visto un’Inter ancora indietro nella condizione. Molta la fatica riscontrata soprattutto nell’assimilazione dei cambi di modulo del Gasp, spesso frenetici e dagli esiti alterni.
Dal punto di vista individuale, invece, buoni segnali da Milito, voglioso ma ancora un po’ impallato. Da registrare anche i progressi di Thiago Motta, vero e proprio cervello del centrocampo nerazzurro quest’oggi. Zanetti in difesa è il solito muro, mentre delude Pandev, spesso fuori dal gioco e quindi d’intralcio alla manovra.

Fra una settimana c’è il Lecce: batterlo per dimenticare Eto’o è l’imperativo. Ma, con un Pazzini così, tutto sembra più facile.

IL TOP NERAZZURRO: FARAONI. Dire Pazzini sarebbe stato troppo facile. In realtà, dietro alla solita doppietta da rapace del Pazzo, c’è questo giovane ragazzo (classe ’91) di Bracciano. Entra e, di fatto, cambia la partita. Voglia, grinta e dinamismo, le sue gambe disorientano la difesa greca. I suoi cross tagliati, pure.

IL FLOP NERAZZURRO: ALVAREZ. Si vede un po’ di più rispetto alle ultime uscite. Ma è lento, imbrigliato e in affanno. Il ruolo di esterno a destra non gli è congeniale, il Gasp dovrà ingegnarsi per ritagliargli una sorta di habitat naturale. Il cambio di modulo sarebbe forse la soluzione migliore, visto che lui è un vice-Sneijder. Ma pare più che improbabile. “Vivo un sogno” ha detto in settimana Ricky Maravilla. Forse è l’ora di svegliarsi.

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Scritto da il ago 21 2011. Registrato sotto News, News Nerazzurre, Partite.

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