Mario Balotelli, nessun rimpianto
È sicuramente l’uomo del momento: Mario Balotelli contro la Germania ha incantato la platea e ha fatto esultare una Nazione. E ora via con gli inevitabili coretti. Tutti a deridere l’Inter e Massimo Moratti per aver ceduto un campione di siffatta specie, per aver costretto all’esilio il salvatore della patria azzurra. Nessuno già si ricorda più che, solo fino a poche ore prima del match contro gli uomini di Loew, erano più le persone che storcevano il naso leggendo il nome di Balotelli tra i titolari che quelle che appoggiavano la scelta.
Tralasciando per un attimo le vicende della Nazionale, cerchiamo di spiegare perché, secondo noi, i tifosi nerazzurri non devono assolutamente rimpiangere il giovane Mario.
Tutti si ricorderanno di quel folle gesto, di quella maglia gettata a terra al termine della partita trionfale contro il Barcellona a San Siro: un teatrino che ha, di fatto, sancito la rottura tra giocatore ex idolo e tifoseria. Un dettaglio da non trascurare, vista l’umoralità della piazza interista. Puntuale, infatti, il giorno dopo è arrivato l’invito ad andarsene per il giocatore. Ecco quindi servito il primo motivo anti – rimpianto: l’insanabile spaccatura con i tifosi.
Un invito che la società ha praticamente dovuto accogliere, visto che fu Balotelli stesso, nelle prime settimane del ritiro della stagione 2010/2011, ad isolarsi, ad allontanarsi da un gruppo che fino a quel momento lo aveva trattato come un figlio da crescere. Semplicemente, non c’erano più le condizioni per continuare un rapporto logoratosi troppo in fretta.
Fu Manchester City: gli inglesi, o meglio, gli sceicchi misero sul piatto una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Di certo non degli spiccioli, per un ventenne dal carattere decisamente difficile. La cosiddetta offerta che non si può rifiutare, soprattutto in questi tempi di ristrettezze economiche ed in queste avare sessioni di mercato, in cui si fatica a piazzare chiunque. Basti pensare agli attualissimi nomi di Lucio e Forlan. Motivo anti – rimpianto numero due: l’aspetto economico.
Da lì in poi, prestazioni altalenanti ed una maturità tecnico – tattica che tarda ad essere raggiunta. Prestazioni da 10 e lode alternate a partite irritanti, gesta tecniche da fuoriclasse intervallate a comportamenti ed atteggiamenti da adolescente. Insomma, siamo veramente sicuri che Mario Balotelli in una stagione lunga 10 mesi, con quasi 60 partite, sia veramente una sicurezza? O è più adatto a competizioni brevi? Facendo un paragone col ciclismo, ci sentiamo di dire che, almeno per ora, Mario è sicuramente più un uomo da classiche di un giorno, che da lunghi giri a tappe. Ed è proprio questo il terzo motivo anti – rimpianto: inaffidabilità tecnica.
Va detto che si tratta pur sempre di opinioni, che, proprio per la loro stessa natura, possono essere condivise o meno. Fatto sta che, ad oggi, i rimpianti per i tifosi interisti nei confronti di Mario Balotelli, secondo noi, non possono e non devono esistere.














