Canale non Ufficiale

Milano, zero rivalità: la storia del MilanInter Utd

No, non è possibile. Ed è vero, assistere oggi a quello che stiamo per raccontarvi non è possibile. È oltraggioso per chi crede nei colori, inopportuno per chi ha una fede. Non si predica la Bibbia in un tempio buddista. Non possono i guelfi aiutare i ghibellini. Non può Joker essere la spalla di Batman. Gli indiani non fanno riposare i cowboy nelle loro tende. Non può un biscione non mordere un diavolo.

E se vi dicessimo invece che nel passato una cosa del genere c’è stata, è accaduta? E’ questa l’impossibile verità che è alla base del Milaninter United, la prima ed unica squadra che, in poche e rare occasioni, unì i colori più importanti di Milano in un’unica maglia, con i migliori giocatori decisi a “combattere” gli avversari più temibili del tempo. Per amicizia, per beneficenza, per caso, per provare un qualcosa di diverso. Milan ed Inter in uno stesso stadio non per derby. Fu gemellaggio, forse, ma fu un qualcosa di unico.

A chi venne l’idea? Siamo lontani nel tempo, siamo nel 1949, anno in cui il Milan festeggia i suoi 50 anni di storia e in quell’occasione decide di organizzare un’amichevole con l’Austria Vienna e decide di coinvolgere l’inaspettata nemica: l’Inter. I cugini mettono su una squadra formidabile per il tempo: Belloni, Wilkes, Nordahl, Burini, De Grandi, Campatelli, Tognon, Franzosi, Miglioli, Foglia, Nyers, una formazione stellare che finsce per battere l’avversario straniero per 4 a 3. Una maglia con una striscia blu, una rossa e una nera, quel lontano 27 ottobre del 1949 a scendere i campo sono i Rossonerazzurri.

L’esperimento, con sorpresa di chi ne viene a conoscenza solo ora, riesce alla perfezione. E così, meno di 20 anni dopo, ai tempi della Grande Inter, il Mago Herrera decide di riprovarci e mettere al suo fianco sulla panchina del Milaninter United, il Barone Liedholm. In maglia crociata, proprio quella del centenario nerazzurro, e pantaloncini rossi, ci sono proprio tutti. C’è Trapattoni, ci sono Picchi e Suarez, c’è Corso e c’è anche Angelillo, il Ronaldo dell’Inter che fu, passato da poco nella Milano avversaria, l’uomo chiave del match Milaninter United-Chelsea, accolto a San Siro dai tifosi interisti come un vecchio compagno che non si rivede da tempo: “Sono contento che mi vogliano ancora bene”. Non è un traditore? Ma com’è possibile? E’ una storia assurda, non ci si crede.
Eppure è così: la squadra funziona. Proprio Angelillo segnerà su cross di Corso e poi toccherà a Peirò. Finisce 2-1 per i milanesi ed Herrera, più scontroso del più sagace Mourinho post-derby, dichiara: “Buen equipo, Milan e Inter insieme stanno bene, proprio bene”.

Nel 1969 c’è ancora spazio per una partita contro il Lione e questa volta la squadra ricalca per lo più la formazione del Milan campione d’Europa integrato da qualche riserva nerazzurra come Cella, Gori, Salvemini. L’Inter è invece impegnata contro la Juve per il Trofeo della città di Milano. La serata in cui il Milaninter United scende in campo è fredda, uggiosa e i francesi tendono più a far male con il corpo che a creare qualche azione pericolosa. Sulla panchina questa volta c’è solo Rocco, Meazza si sente male e scende negli spogliatoi. Nonostante tutte le avversità, la partita è piacevolmente conclusa a vantaggio dei milanesi, grazie alla strepitosa gara condotta da Rivera che manda in gol tutti, anche Salvemini.

Di qui in poi una pausa lunghissima per questa strana fusione chiamata squadra, che scenderà in campo solo dopo 20 anni, nel 1980. Il terremoto in Irpinia ha sconvolto tutti in Italia e il mondo del calcio resta indifferente di fronte a cotanta insofferenza. Così i “gemelli diversi” decidono di mettersi insieme ancora una volta affrontando il Bayern. Con Bersellini e Giacomini in panchina, c’è una formazione che fa sorridere: ci sono Oriali e Collovati, quello rossonero; ci sono Buriani e Beccalossi; ci sono Franco e Beppe Baresi. Ma dall’altra parte avversari da far paura: Rummenigge, Breitner, Hoeness, Augenthaler. Vincono facile, senza sudare troppo, tornando a casa con due gol di scarto.
Nonostante la nobile causa per cui il Milaninter scese in campo, i sostenitori e le tifoserie di Milan ed Inter non erano più gli stessi. Siamo negli anni ’80 il calcio si è evoluto nel senso di guerra e di scontro come oggi troppo spesso viene inteso. Dagli spalti non arrivano cori di rinforzo per chi è in campo. Arrivano attacchi, urla, insulti contro chi ha scelto la parte “sbagliata” di Milano. “Si invitano gli spettatori di tutti i settori a manifestare il loro caldo incitamento alla rappresentativa milanese riservando lazzi e polemiche per altre occasioni”, continuava a ripetere l’altoparlante di San Siro. Il buon senso quella sera rimase a casa.

Il problema stava nel fatto che tutto era cambiato. Dopo i derby che c’erano stati, gli episodi indimenticabili, i cori cantati, nessuno aveva più voglia di vedere una “pagliacciata” simile. Fu considerata quasi una presa in giro.

Dopo il 1980, il Milaninter United si riunì altre due volte che valsero come causa di seprazione. Voglia zero, intesa indefinibile. È l’anno del mundial di Spagna, il Milaninter United fa da sparring partner al Perù di Uribe e alla Polonia di Boniek, che sono nel girone dell’Italia. Beccano due a zero dalla prima e due a uno dalla seconda. Segna Serena, siglando l’ultima rete del Milaninter Utd.

Di quelle cinque esperienze del passato, oggi non è rimasto nulla. Emblematico il caso della prima maglia dei rossonerazzurri rubata dal museo del Meazza durante i lavori di ristrutturazione.

Non è possibile. Non è più possibile ricreare un qualcosa del genere. Come sarebbe possibile vedere Robinho in attacco servito da Sneijder? Come si potrebbe accettare il rinvio di Julio Cesar a cercare Gattuso a centrocampo? Come si potrebbe chiedere a Zanetti di cedere la fascia di capitano ad un altro? Come si potrebbe ancora applaudire Ibrahimovic?

Non si può. Non è possibile. Perché a Milano non ci sono cugini.

Scritto da il mar 11 2012 . Registrato sotto Flashback, News, News Nerazzurre, Rubriche .

TI POTREBBERO INTERESSARE

 

Sondaggio

Ennesima sconfitta per Andrea Stramaccioni. L'Inter deve cambiare allenatore?

Loading ... Loading ...

CANALEINTER sul tuo Smarthphone

LA VIGNETTA

Ultimissime da Twitter

Social Network