Motta, Canovi annienta l’Inter
Ospite alla trasmissione “Calcio mercato” in onda su Sportitalia, Alessandro Canovi, procuratore di Thiago Motta, ha fatto il punto sulla situazione del suo assistito, esprimendosi molto duramente nei confronti dell’Inter:
“Thiago è una persona genuina e pura, una persona vera. Ha detto che c’è tempo fino alla fine del mercato, ci sono questioni da risolvere. La questione non è economica, ma quanto l’Inter considera Motta importante: questo va chiarito con la società e con Thiago presente, altrimenti verrebbero fuori dei problemi e non posso nasconderlo. Lui a Parigi non migliorerebbe il suo contratto economico, lui non sta spingendo per andarsene per motivazioni economiche, lui guadagna oggi 3.5 milioni e a Parigi prenderebbe meno”.
La responsabilità della situazione che si è creata è, dunque, dell’Inter: “Thiago è tra i primi centrocampisti al mondo e lui merita di essere identificato come tale dall’Inter. Lui non accetta che gli venga detto: ‘Guarda, rimani qua poi a giugno ti vendo’. Così si uccide un giocatore di grande livello, e queste informazioni nel nostro lavoro arrivano. Thiago viene ucciso da parole simili. O si crea un progetto intorno a lui oppure va via, è meglio. Mi aspetto il rinnovo oppure la chiarezza, come a dire ‘fino alla scadenza contrattuale stai con noi’, come fatto con altri giocatori. E’ un giocatore che ha 29 anni, di primissimo spessore. Se ho parlato con l’Inter? Mai di rinnovo, questa è la verità. Ma Thiago non sta chiedendo il rinnovo del contratto attualmente, chiede se l’Inter crede in lui o meno”.
Parole durissime, alle quali Canovi aggiunge un paragone: “Thiago Motta ha fatto la storia dell’Inter come Cambiasso, ma all’argentino direbbero mai: ‘A giugno vai via’? Impossibile. Perché a Thiago sì? Non può essere considerato un giocatore a cui dire che andrà via in estate. Se non fossero chiari io lo porterei via, anche perché Motta vuole delle sicurezze e qui c’è Ancelotti con il PSG a chiederlo, non una squadra qualsiasi. Ho rispetto per Branca e Moratti, ma il fulcro della questione è l’importanza che l’Inter gli dà. Nessuno dice che è fondamentale, tranne Ranieri che però lo dice soltanto adesso, anche se la colpa ovviamente non è del tecnico”.
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