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Mr. Triplete: e la storia si ripete

Il 2011 calcistico, per l’Internazionale di Milano, si è appena concluso. Finalmente direi.

Dopo la stagione “quasi” disastrosa dell’anno scorso (l’avverbio quasi è da considerare in un contesto dove si è arrivati comunque secondi in campionato), in pochi avrebbero potuto immaginare che quest’anno sarebbe andata addirittura peggio, e invece…

Mettendo da parte la passione e l’amore per i colori nerazzurri e attivando la parte razionale del cervello, si poteva immaginare l’impossibilità di ripetere la magistrale stagione del “Triplete”, ma neppur si poteva immaginare una portaerei sull’orlo del declino.

L’eredità del dopo Mou è affidata allo spagnolo Benitez, uomo simpatico e intelligente nonché allenatore esperto e di mentalità europea con tanto di convinzione di fare bene, anzi benissimo.

Convinzione che viene quasi subito a cadere quando la società si fa carico di essere l’unica interprete di quel “Fair Play” finanziario, quando sia in Italia che nel resto del mondo calcistico, le società fanno l’unica cosa possibile per vincere, spendere per trionfare. Provate a far gareggiare in Formula uno, il pluricampione Michael Schumacher con una Fiat 500 e vedrete che il tedesco finirà nell’erba a dare calci ad un’auto fumante.

Ed è così che il buon Rafa tenta di navigare con una nave non sua, con uomini contati e stanchi, senza una meta né una rotta, ma nonostante le avversità e il masochismo di una società che è ben consapevole si sbagliare, lo spagnolo regala alla oramai sua ex-squadra la Coppa del Mondo per Club.

E’ ormai crisi nera, come se la Coppa Mondiale fosse la coppa del nonno, ma si sa, l’Inter è campione anche in questo.

Dopo alcuni no, ecco arrivare il sì del brasiliano Leonardo, preso quasi più per fare un dispetto ai cugini che si apprestavano a vincere il campionato, che per il bene della squadra.

Leo è un uomo in gamba ed estremamente intelligente anche se poco esperto, ma con poche parole riesce ad entrare subito nel cuore dei tifosi.

Si parte per la “remuntada” per dirlo alla spagnola, e l’inizio non è manco male, ma presto anche il brasiliano deve far i conti con una società poco presente, nonostante gli acquisti di Pazzini, Nagatomo e Ranocchia, con uomini ormai privi di benzina, e soprattutto con l’utopico obiettivo di vincere lo scudetto, che va senza tanti fronzoli al Milan.

Come tante cose, brutte e cattive che siano, l’anno finisce con tanto di sospiro di sollievo per il secondo posto ottenuto. Quel 22 maggio sembra lontano, anzi lontanissimo, ma pare ci sia la volontà di ricominciare a vincere come ai bei tempi.

Peggio non potrà andare, dicevano i più pessimisti, ma neanche il tempo di sognare che inizia l’incubo.

Leonardo, già stanco di allenare e con i “petrodollari” russi in stile richiamo della foresta, lascia Moratti solo soletto con l’amletico dubbio su chi far sedere in panchina. Dopo tanti confermati e presunti “no”, si vira su Gasperini, anche se c’è da capire se era l’unico mentalmente sano ad accettare una panchina che scotta più di quella di Lucifero.

La storia si ripete, anzi peggiora.

Gasperini sbatte anche lui sul muro del famoso, ma neanche più di tanto, Fair Play finanziario imposto dal presidente Moratti. Chiede giocatori di fascia, e quasi quasi gli si prende Tevez, per poi finire su Palacio e infine su Zarate. Ma al Gasp va addirittura peggio quando per la politica dei “risparmi” gli si vende Eto’o e ci sarebbe anche da capire com’è che a un club disposto a pagare uno stipendio annuo di 20 milioni di euro a un calciatore, non si possa chiedere più di 27 milioni di euro ma vabbè pazienza, arriva Forlan.

Manco ci volesse la zingara, Gasperini non riesce ad ottenere né punti né gioco e viene esonerato dopo poche partite, in stile Benitez. Arriva Ranieri, nuovo vecchio Leonardo e arrivano i primi segnali di rimonta in stile Inter di Leonardo, segnali che lasciano poco alla speranza e molto alla delusione.

La storia sembra ripetersi, anche se stavolta bisogna essere ancora più realistici per non concludere con una stagione “totalmente” disastrosa.

Il secondo posto stavolta è pure utopia, e si dovrà sudare per scippare l’ultimo posto disponibile per l’Europa che conta al Napoli di Mazzarri, all’Udinese di Di Natale e alle romane di Totti e Klose.

Si poteva evitare, specie dopo la stagione scorsa e invece….

Scusate per la mia lunga assenza, ma per motivi personali e lavorativi sono sempre super impegnatissimo.

In questi giorni di festa, dove il campionato dei “signori” è fermo, si ferma anche Mister Triplete che purtroppo deve dirvi momentaneamente ARRIVEDERCI, e non posso che farlo parlandovi della nostra Inter.

L’augurio che lascio alla Beneamata e a voi tifosi, è che si possa presto interrompere il ripetersi della storia, con tanto di bel gioco, vittorie e, magari, poterci tutti ritrovare il 19 maggio 2012 a Monaco, sperando che in Germania, come con i tedeschi, la storia si ripeta.

Scritto da il dic 31 2011 . Registrato sotto Mr Triplete, News .

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