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Samuel: dal Boca all’Inter, passando per l’asado

È stato uno dei protagonisti assoluti del derby di domenica scorsa: Walter Adrian Samuel ha praticamente annullato campioni del calibro di Ibrahimovic e Pato. Nell’intervista di Inter Channel l’argentino si è divertito a ripercorrere la sua carriera, dagli esordi fino al giorno d’oggi.

Tutto iniziò a Buenos Aires: “Nella mia città ho tanti amici d’infanzia, familiari. Siamo tranquilli, mi sento sempre a mio agio, tutti ci tornano perché la tranquillità è davvero unica“. E vista la città di provenienza gli esordi calcistici non potevano che arrivare con la maglia del Boca Juniors: “Mi ricordo che mi presero all’ultimo giorno di mercato, ho deciso di corsa” dice Samuel sorridendo. E aggiunge: “”Del Boca sono sempre stato tifoso, ricordo ancora la prima volta che sono andato col Newell’s alla Bombonera, momento unico. Poi ho avuto la fortuna di vincere un campionato al Boca ed è stata una gioia enorme per me e la famiglia”.

Dopo il calcio argentino, il passaggio alla Roma: “È stata una scelta più economica per la mia famiglia, hanno fatto tanti sforzi per me e ho voluto ricambiare. Però alla Roma ho passato anni fantastici, lì è nata la mia prima figlia, è una squadra che porto nel cuore perché mi ci sono trovato bene”. Non sono arrivate solo soddisfazioni familiari a Roma, visto che sotto la guida del tecnico Fabio Capello i giallorossi vinsero anche uno scudetto: “È stato indimenticabile, sapevo fosse difficile anche all’inizio perché per me era dura al primo anno, ma piano piano mi sono ambientato e tutti giocando bene abbiamo conquistato il titolo“.

Dopo quattro stagioni a Roma e 122 presenze, The Wall viene ceduto al Real Madrid. Una continua ascesa, insomma, quella dell’argentino: “Al Real è stato un bell’anno, lo rifarei anche se dietro soffrivamo un po’”. Un’esperienza indimenticabile per Samuel: “Giocare lì è veramente unico, ma quando mi criticavano non cercavo scuse e provavo a migliorarmi. Siamo arrivati secondi ma ho deciso di venire all’Inter“. Esatto, perché solo dopo un anno di Real, ecco arrivare la maglia nerazzurra.

È il 2005 ed il primo ricordo interista del difensore è nitido: “C’era Facchetti, al mio primo giorno. Ricordo che è stato accanto a me a parlare, abbiamo fatto le interviste insieme, è stato un piacere. Un bel gesto suo essermi vicino, davvero”. Fu una vera lotta di mercato quella che lo portò a Milano, ma Samuel era convinto: “Ho voluto solo l’Inter, mi cercavano in tanti ma la società nerazzurra ha fatto uno sforzo perché voleva me”. E fu una scelta fortunata, visto che da quel momento in poi iniziarono le vittorie targate Inter: “In quel momento abbiamo trovato la fortuna di iniziare a vincere subito, era importantissimo“. Fino ad arrivare alla ormai leggendaria stagione 2009/2010. Per lui in quella stagione molte soddisfazioni anche sotto porta, visto che segnò tre reti in campionato ed una in Champions League. In questa stagione è fermo ad una sola segnatura in Europa: “Ultimamente prendo sempre pali, quell’anno entravano i palloni…” afferma ridendo il difensore. E poi ricorda: “Col Siena mi ricordo che fu proprio da centravanti, dopo il gol del pari tornavo indietro, ma Mourinho mi diceva di rimanere lì”. Tuttavia non bisogna vivere di ricordi: “Quell’anno è stato fantastico ma va messo in un cassetto perché ci stiamo giocando tanto anche quest’anno“. Quando gli si chiede come mai esulta in quello strano modo, sfogando la sua rabbia, dice: “Noi difensori siamo poco abituati, quello che mi capita faccio in quel momento“.

Come succede a molti giocatori, anche Samuel ha passato un bruttissimo periodo a causa di un grave infortunio, arrivato lo scorso anno nella partita contro il Brescia: “In quel momento ho pensato a qualsiasi cosa, è stato un periodo duro e meno male che è passato. Non sapevo come potevo rientrare, avevo sentito subito il dolore”. Ma Samuel non si è perso del tutto d’animo: “Quando però il recupero è andato bene ho ripreso fiducia, ho capito che il calcio fa ancora per me, anche se divertirsi è una parola grossa perché giochiamo ogni tre giorni, ma giocare mi piace ancora. Per fortuna sono tornato e ora mi sento proprio bene“. Un ruolo davvero determinante ce l’hanno avuto anche i suoi compagni di squadra: “E’ stato veramente emozionante, quando mostrarono la mia maglia dopo l’infortunio. A me era la seconda volta che capitava un infortunio brutto e mi ha fatto piacere quella cosa. Loro preparavano la partita e a me mancava tantissimo, è dura ma mi hanno aiutato davvero molto. Anch’io adesso con Burdisso che si è fatto male ho dato l’affetto, è una cosa bella“.

Un bel gruppo quello degli argentini dell’Inter. Protagonisti indiscussi delle grigliate che ogni tanto si tengono ad Appiano Gentile. Una portata fondamentale è il suo arrosto, l’asado argentino: “Ricordo che all’inizio lo facevamo con Kily, Veron, Burdisso, Cruz… Adesso siamo in pochi” afferma sorridendo Samuel, anche se sa che non è proprio così. Ognuno ha il suo compito: “È una bella cosa, Zanetti serve ai tavoli, Cambiasso fa la provoleta e io e Diego e qualcun altro cuciniamo la carne. Ci riesce abbastanza bene, tutti mangiano volentieri quindi…”.

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Scritto da il gen 19 2012. Registrato sotto News, News Nerazzurre.

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