EDITORIALE – Ti piace vincere facile? Tifa per uno sceicco…
La domanda che reca il titolo di questo editoriale potrebbe sembrare provocatoria a prima vista, e in effetti un po’ lo è.
Ma la facile ironia lascia presto spazio a una desolante consapevolezza, quella cioè secondo cui il destino del calcio è appeso, oggi quanto mai, al fresco e sonante denaro proveniente dal molle e lussuoso oriente. Roba da non credere, soprattutto per chi questo sport lo segue già da un bel po’ ed è stato sempre abituato a vedere il nostro bel paese a spendere e spandere senza misura né ritegno nei decenni passati.
Ma questa fase, lo abbiamo già capito da tempo, si è drasticamente conclusa e, almeno per il momento, non tornerà più. Se un tempo i campioni erano attratti dai milionari ingaggi prospettati dalle dirigenze dei club italiani, adesso il fascino del nostro campionato è pari, se non addirittura inferiore, a quello di una vecchia zitella che va per i 70. Ed è per questo che ci dobbiamo accontentare di mezze stelle, campioni sul viale del tramonto, giocatori di periferia: i top player guardano e guarderanno altrove, almeno per i prossimi anni. Ci sarà prima da ricostruire sotto le immense macerie delle scellerate gestioni economiche di questi anni, si dovranno avviare percorsi di risanamento di bilanci, ci si dovrà sforzare per pensare a modalità di uscita da questa profonda e totalizzante crisi che avvolge il pallone (e non solo) tricolore.
Nel frattempo, una volta analizzata la situazione generale e complessiva, si guardi a quanto è stato in questo senso già fatto dalle singole società per cercare di rimediare a questo sfacelo. Ed è proprio qui che il tifoso nerazzurro può cominciare a intravedere la luce in fondo al lungo e profondo tunnel: un taglio importante delle spese è già stato portato avanti da diversi anni. Sono stati ceduti pezzi pregiati della squadra, è vero, ma il tutto è pur sempre rientrato in una strategia di ridimensionamento temporaneo, che a lungo termine potrà portare la squadra ai fasti che il blasone della sua storia richiede. Il partenariato con i cinesi, le fresche iniziative legate allo stadio di proprietà: sono tutti indizi che ammettono chiaramente quanto l’Inter continui a lavorare sodo per tornare il più rapidamente possibile sul tetto d’Italia e d’Europa, anticipando in questo tante altre società che, al di là di futili quanto falsi proclami, si trovano a vivere il medesimo – o sarebbe il caso di dire “un ben peggiore” – momento di difficoltà.














