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Voci Nerazzurre – L’analisi di Sirio, episodio 4: l’attacco

Siamo giunti all’ultima puntata dell’analisi di Sirio. Il protagonista degli ultimi episodi della rubrica Voci Nerazzurre ci spiega come secondo lui ci si dovrà muovere quest’estate per tornare ad essere competitivi, soffermandosi qui sul reparto offensivo. Se volete ribattere o la pensate diversamente, potete farci sapere le vostre opinioni scrivendo all’indirizzo mail vocinerazzurre@gmail.com. Vi aspettiamo!

Per leggere l’episodio 1, riguardante l’allenatore, cliccate qui!
Per leggere l’episodio 2, riguardante la difesa, cliccate qui!
Per leggere l’episodio 3, riguardante il centrocampo, cliccate qui!

Come tutte le estati, dopo una stagione deludente, ci si rifugia nel calciomercato sperando in tempi migliori oltre a nuovi giocatori da insultare/idolatrare. Sicuramente la Beneamata necessita di una degna ristrutturazione ma forse la situazione non è disperata come si teme; analizziamo meglio la situazione.

Attacco: pensando all’attacco dell’Inter il primo nome che viene in mente è quello di Diego Alberto Milito, il Principe, che dopo la straordinaria annata culminata con la doppietta a Madrid si era trasformato in un ranocchio per due lunghe stagioni. Quella iniziata quest’anno sembrava l’inizio di un’altra annata deludente che invece Milito ha chiuso alla grande con una media goal spaventosa e toccando quota 24 goal stagionali, raggiungendo il suo record personale in Italia; cosa che non fa che aumentare i rimpianti, perchè con un Milito così fin dall’inizio magari le cose sarebbero state diverse. Il Principe ha superato ormai da tempo la trentina e gli restano al massimo una o due stagioni da sfruttare al massimo; il mercato non gli renderebbe merito, si incasserebbe poco perdendo il miglior attaccante nerazzurro. Vale la pena puntare su di lui ancora una volta, sperando di avere fra le mani ancora il Principe e non un rospo.
Colui che al contrario sembrava partito bene (ma solo dopo l’addio di Gasperini, che manco lo vedeva) ed invece ha finito la stagione in modo fallimentare è Pazzini. Il Pazzo è un centravanti vecchio stampo, un predatore d’area di rigore e il miglior colpitore di testa del nostro campionato e quindi vive di rifornimenti; in un centrocampo spento e stanco com’è stato quello interista quest’anno è stato di conseguenza lui il primo a soffrire, anche se nell’ultima parte di stagione, quando le occasioni gli si sono presentate lui non si è fatto trovare pronto. Il Pazzo sembra vivere lo stesso limbo in cui era caduto Milito e sarebbe quindi giusto aspettarlo e dargli fiducia come si era fatto col Principe, considerando inoltre che Pazzini ha potenzialmente ancora 4-5 stagioni da giocare al massimo delle sue capacità; purtroppo non gioca a suo favore il fatto che Stramaccioni non lo veda compatibile con Milito e che quindi si debba necessariamente giocarsi il posto con l’argentino. Nonostante siano due prime punte, i loro punti di forza sono piuttosto diversi, così come il loro modo di giocare; mantenendo entrambi in rosa, l’Inter si garantirebbe una maggiore varietà tattica. Purtroppo difficilmente Pazzini accetterà una stagione da comprimario ma nel caso si decida di sacrificarlo, bisognerebbe farlo partire solo per un’offerta degna del giocatore, sui 18-20 milioni; Liverpool, Napoli e Lazio sono alla finestra.
Forlàn è stata la grande delusione della stagione, arrivato per sostituire Eto’o non è riuscito a sostituire nemmeno Pandev; pochissime reti, ancora meno prestazioni convincenti, qualcosa che nessuno si aspettava dall’eroe dell’ultima Coppa America e miglior giocatore dell’ultimo Mondiale. Non rientra nei progetti della società, se si riuscirà a guadagnare qualcosa dalla sua cessione sarà già un risultato.
Zarate ha dato segni di risveglio con l’arrivo di Stamaccioni, ma un paio di reti, per quanto una stilisticamente bella, non possono cancellare una stagione pessima al pari o anche peggio di quella di Forlàn; 15 milioni per il suo riscatto sono un scherzo di cattivo gusto, tornerà alla Lazio.
Luc Castaignos era nel taccuino di molti agenti, l’Inter è riuscita ad accaparrarselo, ma come sempre dimostra poca pazienza; il ragazzo ha giocato pochissimo (un po’ anche colpa sua, visto che rifiutò il prestito a gennaio) e spesso è stato buttato in campo come ala o addirittura esterno di centrocampo, chiedendogli di risolvere partite terribilmente compromesse (e una volta a Siena ci è pure riuscito). Ha trovato un po’ di spazio nella squadra Primavera, andando peraltro in goal, ma subendo poi un pesante infortunio che l’ha tenuto fuori per il resto della stagione. In prospettiva può diventare un grande attaccante, va tenuto e curato, sarebbe saggio mandarlo in prestito.
Dall’esperienza estera all’Espanyol sta per tornare Coutinho, che in Spagna ha fatto innamorare la sua tifoseria; il brasiliano ha fatto vedere buona parte del suo campionario e potenzialità vastissime anche se mantiene lo stesso difetto con cui era partito a gennaio, è ancora un po’ fragilino fisicamente. Dovrà lavorarci sopra se vorrà resistere ai contrasti del campionato italiano e delle competizioni europee ma per il resto le sue capacità attuali sono già notevoli; dribbling veloce ed efficace, fantasia, visione di gioco ed anche una buona propensione al goal.
Da molti è ritenuto più forte del tanto decantato Lucas e ha dalla sua il fatto di essere già da due anni in Europa ed essersi quindi già scontrato con la realtà del calcio europeo e di aver cominciato ad adattarvisi (esperienza che a Lucas ancora manca), oltre al fatto, ancora più importante, che l’Inter per assicurarsi le sue prestazioni non dovrà sganciare 25-30 milioni. Il giocatore del San Paolo è un bel gioiellino, ma non è quello che serve all’Inter, considerando che la piazza è già ben coperta; al contrario Lavezzi sarebbe stato un colpo ad effetto veramente notevole, la società nerazzurra non ha nessun attaccante puro con le sue caratteristiche. El Pocho non è un goleador da 20 goal a campionato ma può spaccare qualsiasi difesa con le sue accelerazioni e sembra proprio il tipo di giocatore adatto al gioco di Stramaccioni; idealmente prenderebbe il posto di Zarate, ma gli effetti si annunciano ben più devastanti. Purtroppo la concorrenza spietata del PSG degli sceicchi e l’alto prezzo, sui 30 milioni, rendono difficilissimo l’affare.
Si parla anche di Destro,in procinto di tornare alla casa madre. Fu sacrificato per arrivare a Ranocchia, ma com’era già prevedibile all’epoca, fu uno sbaglio cederlo del tutto; il ragazzo sta dimostrando capacità e fisico da grande attaccante pur essendo molto giovane. Il suo arrivo significherebbe l’addio di Pazzini, ma il ragazzo sarebbe in grado di sostituire bene il Pazzo sia come prima punta, sia giocando come seconda punta insieme a Milito. Dispiace solo che un altro ragazzo cresciuto nelle nostre giovanili per giocare in prima squadra debba venire comprato per almeno una dozzina di milioni. 

Scritto da il mag 29 2012 . Registrato sotto News, News Nerazzurre, Rubriche .

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